marcopiancastelli web site

Home arrow Sezione patologie ginocchio arrow Chirurgia protesica del ginocchio
Stampa E-mail

La protesi totale di ginocchio

La protesi di ginocchio è a tutti gli effetti una protesi di rivestimento, in quanto tende a rivestire le superfici articolari danneggiate. Sia il femore distale che la tibia prossimale vengono preparati con strumentari dedicati per poter accogliere le componenti protesiche. Tra questi componenti, composti da leghe metalliche, vi è un inserto tibiale in polietilene che ha lo scopo di fare articolare tra loro femore e tibia col minor attrito e quindi la minor usura possibile (Figura 1).

protesi di ginocchioProtesi per ginocchio

Protesi totale di ginocchio
Figura 1

 

Usualmente durante l’impianto viene sacrificato il legamento crociato anteriore, mentre il legamento crociato posteriore può tranquillamente essere conservato. Fondamentali in un impianto protesico standard sono i due legamenti collaterali del ginocchio: una lesione completa anche solo di uno di questi infatti renderebbe totalmente instabile la nuova articolazione. In questi casi, il chirurgo è costretto ad impiantare protesi più complesse ed invasive, le cosiddette “protesi vincolate” che di solito trovano una più corretta indicazione nei reimpianti, ovvero nelle sostituzioni protesiche (Figura 2).

Protesi totale ginocchioProtesi totale ginocchio

Figura 2

Altre volte invece l’usura del ginocchio riguarda solo un compartimento, il mediale o il laterale. In alcuni di questi casi, ove sia presente un valido legamento crociato anteriore, l’altro compartimento sia in buono stato e non vi siano deviazioni assiali importanti, è possibile impiantare una cosiddetta “protesi monocompartimentale” (Figura 3).

Protesi di ginocchioProtesi di ginocchioImage

Figura 3

La maggior parte delle protesi sono disponibili in due tipi: la protesi potrà essere “cementata” e quindi tra la componente metallica e l’osso verrà posto un sottile strato di polimetilmetacrilato (PMMA) ovvero cemento medicale, oppure la protesi potrà essere “non cementata” e quindi dovrà autonomamente divenire un tutt’uno con l’osso e quindi osteointegrarsi. La scelta della tecnica chirurgica, del tipo di protesi utilizzare e se cementarla oppure no ovviamente dipenderà solo ed esclusivamente dall’esperienza del chirurgo. Fondamentale inoltre sarà la ricerca del corretto allineamento, del perfetto bilanciamento legamentoso sia in flessione che in estensione e l’utilizzo di una tecnica il più possibile mini-invasiva, intendendo non un’incisione cutanea piccola bensì la massima salvaguardia dei tessuti.