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L’utilizzo di farmaci corticosteroidei può non essere necessario nel trattamento del dolore radicolare lombare
Un recente studio di ricercatori dell’Università di Leicester (Regno Unito) ha analizzato 150 pazienti affetti da dolore radicolare in regione lombare. 76 di essi sono stati trattati con infiltrazioni epidurali contenenti solo anestetico locale (Bupivacaina) mentre gli altri 74 con infiltrazioni contenenti...

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Anatomia del rachide

La colonna vertebrale è costituita da 33 vertebre (Figura 1):

  • 7 cervicali
  • 12 toraciche o dorsali
  • 5 lombari
  • 5 sacrali (che nell’adulto costituiscono un unico osso chiamato sacro e non hanno dischi)
  • 4 coccigee (che costituiscono il coccige).

Vista lateralmente, la colonna ha 4 curve principali che tendono a compensarsi tra loro: alla lordosi cervicale segue la cifosi dorsale, poi la lordosi lombare e la cifosi sacrale. La curva cifotica è concava anteriormente e convessa posteriormente, mentre la curva lordotica è l’esatto contrario, ovvero convessa anteriormente e concava posteriormente.
Guardandola frontalmente invece la colonna non dovrebbe avere curve; in caso siano esse presenti si parlerà di scoliosi.
Usualmente le vertebre vengono identificate con l’abbreviazione del loro settore seguita dal numero della vertebra stessa: per esempio, L2 corrisponderà alla seconda vertebra del distretto lombare.
Il rachide cervicale viene a sua volta suddiviso in due settori, la regione cervicale alta (che va da C1 a C2) e la regione cervicale bassa (da C3 a C7).
La vertebra C1, detta Atlante, sostiene il cranio, proprio come il mitico Atlante sorreggeva il mondo. Ha una forma completamente diversa da quella delle altre vertebre: è infatti un anello osseo costituito da 2 masse laterali unite da un arco anteriore ed uno inferiore.
La seconda vertebra cervicale, C2 o Epistrofeo, si articola con la vertebra superiore con una prominenza ossea, detta dente o processo odontoide, che fa in modo che queste vertebre possano ruotare una sull’altra.
Le vertebre toraciche aumentano di dimensioni dall’alto in basso e quindi da T1 a T12. Sono caratterizzate da peduncoli piccoli, lunghi processi spinosi e da foramen intervertebrali piuttosto grandi che contribuiscono ad una minor incidenza di compressione radicolare in questo settore. Il rachide dorsale ha una motilità limitata a causa dei rapporti con la gabbia toracica e dei processi spinosi particolarmente lunghi.
Anche nel tratto lombare, le vertebre aumentano di dimensione da L1 a L5. Sono le vertebre che sopportano la maggior parte del peso corporeo e sono quelle maggiormente sottoposte agli stress biomeccanici. I peduncoli sono più lunghi e grandi rispetto a quelli del tratto toracico, mentre i processi spinosi sono più orizzontali e squadrati. Anche in questo caso i foramen intervertebrali sono abbastanza ampi ma, a causa degli stress maggiori, in questa area sono molto frequenti le compressioni radicolari.

Anatomia del rachide
Figura1

Il sacro è situato dietro il bacino, ha una forma triangolare ed è formato da 5 vertebre fuse tra loro.

Tralasciando i primi due metameri cervicali ed il coccige, ogni vertebra è separata dalle altre da un disco detto appunto intervertebrale (Figura 2). I dischi non sono vascolarizzati e costituiscono un quarto della lunghezza dell’intera colonna vertebrale. Sono costituiti di fibrocartilagine e sono fondamentali per la colonna in quanto sono degli ammortizzatori che la proteggono dai diversi shock cui è continuamente sottoposta e permettono i movimenti di flessione ed estensione. I dischi intervertebrali sono costituiti da un rivestimento periferico, l’anulus fibrosus, e da una parte centrale, il nucleo polposo. Il primo è una sorta di corazza molto resistente e di consistenza dura data da diversi foglietti di fibre collagene disposti con angolazioni diverse e che vanno a collegarsi ai piatti vertebrali. Sia l’anulus fibrosus che il nucleo polposo sono composti da acqua, collagene e proteoglicani. Il nucleo polposo è una sostanza gelatinosa costituita per lo più da acqua e proteoglicani: maggiore è la sua idratazione infatti e maggiore è la sua resistenza agli stress biomeccanici. Il contenuto di acqua all’interno del nucleo polposo poi varia a seconda delle ore del giorno e dagli stress cui è sottoposta la colonna.

Anatomia del rachide
Figura 2