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PLDD (Percutaneous Laser Disc Decompression)

La PLDD è una procedura chirurgica mini-invasiva ideata nel 1986 dal Dott. Choy negli USA e poi successivamente modificata seppur parzialmente da altri autori. Le indicazioni per questa tecnica sono essenzialmente ampie protrusioni discali sintomatiche o piccole ernie del disco non espulse e non migrate. L’ernia del disco (Fig. 1) è una porzione del nucleo polposo del disco che, trovata una frattura nell’involucro esterno del disco detto anulus, fuoriesce e crea una compressione sulla radice nervosa. Questa situazione è causata per lo più da una pressione interna al disco molto elevata. Lo scopo principale della PLDD è vaporizzare una parte del nucleo polposo creando all’interno del disco una pressione negativa, una sorta di vero e proprio vacuum, che tende a riportare in sede la porzione erniata.

PLDD
Figura 1

La procedura consiste nell’introdurre all’interno del disco interessato, usualmente per via trans-foraminale, un ago molto sottile al cui interno viene fatta passare una fibra ottica tramite la quale viene emesso un raggio laser controllato. L’intervento viene effettuato in anestesia locale, ha una durata che va dai 15 ai 30 minuti, richiede un ricovero in day hospital ed il paziente può tornare alla propria vita normale già dopo meno di una settimana. La procedura è estremamente mini-invasiva, non richiede incisioni cutanee, non può causare instabilità o cicatrici dolenti, non preclude alcun ricorso alla normale chirurgia, può essere ripetuta già a breve distanza dal primo trattamento. In oltre il 85% dei pazienti i risultati sono buoni; le complicanze riportate in letteratura sono meno dello 0,5% con in testa la discite.